• Anna

Cantare a memoria

Aggiornato il: 6 nov 2020

Finché hai sul tuo leggio uno spartito, vicino o un po' spostato a lato...non fa differenza, sei nella tua comfort zone: hai un'ancora gettata sul fondo, non puoi certamente affondare, ma non puoi nemmeno muoverti e viaggiare. Se ciò che canti non è completamente interiorizzato potrai sicuramente fare un buon lavoro, ma difficilmente porterai la tua creatività e il tuo livello espressivo al massimo livello. Appena fuori dalla comfort zone c'è la tua area di apprendimento, in cui tutto è possibile a livello creativo perché hai lasciato andare la paura di sbagliare e hai aperto la mente e il cuore alle nuove possibilità.

G.F.Caspar - Sul veliero
G.F.Caspar - Sul veliero

Non è facile imparare a memoria un programma di concerto, magari in diverse lingue, o un'opera intera, o anche solo la parte variata di un'aria; tuttavia la sensazione di libertà e di leggerezza che possiamo provare quando siamo completamente indipendenti dallo spartito è unica e appagante, vale senz'altro tutta la fatica necessaria per la conquista di questo obiettivo: é infatti proprio questa consapevolezza che ci permette di comunicare veramente con il pubblico cosa che, non dimentichiamolo, è il vero obiettivo di tutta la faccenda del cantare.


Sfruttare ogni occasione

Certamente, il metodo migliore per lasciare a casa lo spartito è provare-provare-provare con il pianista o l'ensemble, ma sappiamo che non è sempre possibile per motivi vari, non ultimo quello economico. E, nel caso tu non sia impegnato a imparare una Sequenza di Berio o Aria di John Cage, è piuttosto improbabile che tu debba cantare senza un altro musicista, nello specifico un pianista, al 99%.

Io ti consiglio ti non andare troppo per il sottile, se non hai possibilità di fare tante prove, e di usare registrazioni, basi e CD per ripetere il più possibile ciò che devi imparare, cantando in voce, ma anche accennando o sillabando nella testa. Purtroppo per memorizzare , come ci hanno insegnato la scuola e le interrogazioni, leggere e rileggere serve a poco, così come, nel nostro caso specifico, ascoltare senza interagire. Avere un interlocutore o, meglio, un ascoltatore può essere utile, ma non indispensabile. Tutti sappiamo (spero) che non bisogna studiare su YouTube, ma chi ci dice che non possiamo semplicemente usarlo a nostro vantaggio per i nostri obiettivi? Non preoccuparti, sovrapporti alla Callas o a Thomas Hampson non influenzerà la tua interpretazione, anche perché difficilmente riuscirai ad ascoltare altro che te stesso mentre canti.


Separare il testo dalla musica?

Per qualcuno potrebbe essere utile annotarsi le parole su un foglio a parte, da tenere a portata di mano. Io credo che scrivere il testo a parte potrebbe essere utile a prescindere, senza necessità di tenersi questa 'mini ancora' sul pianoforte, perché il solo fatto di trasferire sulla carta qualcosa attiva in noi delle connessioni in più.

Quando cantiamo in una lingua interamente o anche solo parzialmente sconosciuta la memorizzazione della melodia e quella delle parole viaggiano a diversa velocità, quindi agire a supporto del treno regionale con questo metodo (o con altri, hai qualcosa da suggerire?) aiuta a tenere il passo con il Frecciarossa che corre trasportando la nostra intelligenza musicale.

Se invece cantiamo nella nostra lingua suono e parola camminano abbracciati e si imprimono nella memoria in modo simultaneo. Ancora meglio con il trio suono+parola+gesto/azione scenica: insomma più elementi ci sono, di diversi ambiti sensoriali, più riferimenti abbiamo e neuroni che si attivano. Possiamo divertirci ad aggiungere elementi e vedere che effetto fa sulla memoria: scrivere, associare, muoversi nello spazio, visualizzare, etc...


Allenarsi. Ogni occasione è buona!

Se fate lezione di canto provate sempre a cantare a memoria, sfrutterete ancora di più il tempo con l'insegnante e i soldi che avete investito. A poco a poco crescerete in autostima, espressività e coraggio, senza nessun rischio reale (vi fermate, vi correggete, andate avanti, non è successo niente di grave o irreparabile), tre qualità essenziali per riuscire nel mestiere di cantante.



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