• Anna

Canto e yoga, consapevolezza e creatività

La ricerca in ambito artistico e creativo dura una vita e si alimenta di ciò che accogliamo e integriamo nella nostra esistenza, sia esso una passione, un'attività o persino un semplice svago.

Arianna Stornello, soprano, ci parla del suo progetto attuale 'Praticantando Yoga' e di come la conoscenza delle tecniche di respirazione, la mindfulness e la pratica dei mantra possano ispirarci e guidarci alla ricerca della nostra 'vera' voce.

Che yoga e canto siano legati a doppio filo si intuisce, anche solo per l’importanza che la tradizione dello yoga conferisce al controllo del respiro. Puoi spiegarci meglio in quanti e quali modi queste due discipline ‘comunicano’ tra loro?


Esattamente. Tieni conto che fin dall’inizio della mia formazione di cantante il lavoro sul corpo ha rivestito un ruolo importantissimo, e l’incontro con Yva Barthélémy e il suo metodo, del quale sono in seguito diventata formatrice, è stato uno snodo fondamentale che ha fortemente influenzato la mia concezione della voce e dello studio del canto.

Cominciando a praticare yoga, la prima cosa che senz’altro ha catturato la mia attenzione è stata la comune esplorazione delle tecniche di respirazione (pranayama), alcune affini altre meno, ma sempre di considerevole interesse. Bisogna innanzitutto considerare che con il termine yoga sono da intendersi multiformi modalità di sviluppo corporeo, mentale e spirituale che nei millenni si sono perfezionate con l’obiettivo di aiutare l’uomo ad evolvere sotto tutti questi punti di vista. Quindi è una “disciplina” (se così possiamo definirla) che potenzialmente abbraccia tutti i campi della vita umana, della quale il canto e la voce costituiscono solo una parte.

Ciò che subito dopo mi ha attirato è stato il discorso più fisico, ovvero la parte dei cosiddetti asana (posizioni), che per ciò che ho potuto sperimentare, sono ottime per il corpo e la voce in quanto lavorano molto sulla muscolatura profonda, nonché sulla flessibilità, l’allineamento posturale e sullo sviluppo della forza ma sempre in un tangibile equilibrio armonizzato dal respiro.

Approfondendo mi sono resa però conto che questa era solo la superficie: lo yoga è molto di più. E’ consapevolezza, ascolto, capacità di focalizzazione e quindi anche di analisi e osservazione dei propri stati d’animo tramite la meditazione, tutti aspetti secondo me determinanti non solo nel canto, ma nella vita di tutti i giorni. E infine, ciò che più recentemente ho iniziato a scoprire, è la pratica dei mantra. La voce diventa nell’ambito yogico lo strumento per usare il suono, dunque la vibrazione e la sua capacità di evocazione e invocazione nonché ponte con dimensioni altre, quando si diventa esperti praticanti.

Ovviamente il campo d’azione è vastissimo e continuo a fare nuove scoperte giorno dopo giorno, cosa che mi fa pensare che diventerà un percorso ricco ed entusiasmante!



Ci sono secondo te dei problemi tecnici vocali che possono essere risolti attraverso la pratica dello yoga, ovvero con un approccio 'laterale'?


Sempre sulla base della mia esperienza personale, non posso ancora dirti se ci sono dei problemi tecnici vocali che possano essere risolti in modo specifico con lo yoga. Tuttavia sono convinta che uno sviluppo armonioso e consapevole del corpo e delle tecniche di respirazione siano degli strumenti molto validi per coloro che hanno a che fare con la voce, non a caso incontro sempre più colleghi che praticano yoga con assiduità. Anche l’aspetto del rilassamento della centratura mentale credo fermamente possano aiutare molto nella gestione dello stress da performance che non di rado è alla radice di casi di malmenage o surmenage vocale. L’obiettivo del progetto che sto mettendo a punto con la mia compagna di avventure Maria Cristina Massarenti, insegnante di yoga, è sviluppare insieme degli incontri nelle quali le reciproche competenze possano fondersi per restituire a chi praticherà con noi quante più conoscenze di supporto all’utilizzo della voce, prevenendo così problematiche di tipo patologico.


Che cosa può dare lo yoga a un cantante o ad altro professionista della voce in termini di creatività? Qual è la tua esperienza personale in merito?


Lo yoga mi sta aiutando ad esplorare e sviluppare le possibilità del mio corpo utilizzando un’estetica completa e diversa dalle discipline sportive di tipo occidentale. Usare il proprio corpo modellandolo in posizioni non abituali è sempre secondo me una possibilità che può tradursi in un lavoro espressivo o scenico. Ma ciò che in questo momento più sta dando soddisfazione è la pratica dei mantra: che liberazione utilizzare la propria voce naturale! Noi cantanti siamo immersi nelle questioni tecniche, nella ricerca di suoni puri, facili, risonanti, e quando siamo alla ricerca talvolta ci imbrigliamo e ci autolimitiamo da soli. Mantenere uno spazio di naturalità, senza giudizio alcuno, per esplorare la voce spontanea può diventare un terreno di riappropriazione anche creativa del proprio strumento, proprio quello che è sempre il punto di partenza di ogni tipo di percorso sulla voce, professionale o meno… da tenere bene a mente!





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