• Anna

Il cantante creativo

Il cantante creativo non è una rara specie a sé, ma piuttosto la naturale evoluzione di uno studente o professionista della voce dotato, musicale, intonato, intelligente. Ho fatto una piccola lista delle cose che, secondo me, aiutano a tenere alta la creatività, perché considero questa dote davvero una benzina supersonica per un artista che voglia dirsi tale. Spero vi piaccia, e ricordate che i commenti e i suggerimenti sono sempre benvenuti!


FIDUCIA: da musicista senz’altro puoi (anzi devi) porti un sacco di dubbi, ma senza mai lasciarti prendere dalla paura che non ci sia una soluzione o che 'svoltare' non sia alla tua portata. Avere un atteggiamento fiducioso e credere fermamente nelle capacità della tua mente e del tuo corpo ti aiuta a trovare soluzioni creative ed efficaci. La fiducia uno se la può dare, proclamati fiducioso ad alta voce in modo che le orecchie sentano bene e trasmettano inequivocabilmente il messaggio al cervello! Se incontri un problema tecnico non richiuderti e non abbandonare il campo di battaglia prima di attraversarlo, ma sentiti fiducioso e già nel ‘posto’ piacevole in cui quel problema è già stato risolto. Immaginati là, con fiducia, e là sarai magicamente trasportato.


OSSERVAZIONE: è tutto nello spartito, non stancarti di ricercare e di osservare con attenzione ogni indicazione, ogni suggerimento che il compositore ha lasciato per l’interprete. La tua capacità di ‘vedere’ questioni e idee, tra le righe del testo e del pentagramma, si sviluppa con il tempo e l’allenamento. Pensa, per esempio, di dover insegnare a qualcuno un brano, una frase, un passaggio e sforzati di trovare spunti interessanti da comunicare e arricchire di parole. Prendi nota sulla carta di ciò che trovi, dagli così una sostanza più reale e tangibile: a poco a poco far sorgere e sviluppare idee dove non pensavi ci fossero diventerà una pratica naturale e spontanea.


UMILTÀ: sapere di non sapere è una delle condizioni più belle in cui puoi trovarti davanti a della grande musica. Umiltà non è mancanza di autostima, ma riconoscere che c’è sempre un passo in più da fare per migliorarsi o per capire. Le idee migliori vengono in campo interpretativo quando ci dimentichiamo di noi stessi e del nostro grande ego, per servire la musica, il teatro, i personaggi.

P.S. Umiltà è anche incoraggiare gli altri e complimentarsi per i loro successi, sicuri e fiduciosi che dare valore all'altro non ci priva del nostro, ma è scintilla di scambio energetico vitale e utile.


MINDFULNESS: eliminare i pensieri ricorrenti e limitanti dalla nostra vita favorisce lo sbocciare di pensieri creativi e potenzianti, ci aiuta a pensare out of the box e a trovare quindi soluzioni creative di qualità. Non è necessario diventare degli eremiti o meditare un’ora al giorno: si può già essere musicisti in modalità mindfulness cercando di essere sempre presenti a noi stessi e radicati quando cantiamo, riconoscendo in modo consapevole (e a poco a poco modificando) quelle parole giudicanti che girano e girano nella nostra mente senza che nessuno le stia pronunciando.


CURIOSITÀ: la nostra molla per uscire dalla routine, esplorare e sperimentare. Più conosciamo più si espande il campo della ricerca e più si sviluppa il nostro desiderio di stabilire nuove connessioni tra le cose che conosciamo. Curiosità per gli autori, gli interpreti, tutto ciò che ruota intorno alla loro esistenza; ma anche per noi stessi, le nostre possibilità, il nostro pubblico, le opportunità di comunicare, creare, crescere, essere utili, essere preziosi per gli altri. L’elenco sarebbe davvero infinito.


RISORSE: avere una ‘cassetta degli attrezzi’ ben fornita e in ottimo stato di manutenzione è fondamentale per coltivare quella fiducia di cui parlavamo nel primo punto. Il bagaglio tecnico di un cantante va costruito nei primi anni di studio, direi il prima possibile, ma poi deve essere costantemente rivisto, (usato!!), lucidato, aggiornato, arricchito, pulito. Credo fermamente che ognuno di noi sia assoluto responsabile per questa cassetta di lavoro: non c’è nessun insegnante per quanto preparato e attento che possa sostituirsi a noi stessi nella costruzione della nostra ‘ossatura’ di cantanti e artisti.


ENERGIA: ne serve sempre tanta, mentale e fisica, per essere bravi ricercatori ed esploratori. In quell’inevitabile processo di scontro e fusione tra la nostra ‘passione’ e il mondo del lavoro c’è spesso il rischio di essere risucchiati e di perdere energia, a causa dello stress per il super- o per il troppo poco - lavoro. Sta a noi il riuscire a nutrirci con regolarità di cose che ci fanno bene e accrescono la nostra vitalità, ovviamente non solo in campo musicale...siamo persone, siamo vasti e conteniamo moltitudini, per dirla con Walt Whitman.

Aggiungerei che anche il pensare ‘fuori dagli schemi’, già citato, è portatore di energia: perché rimanere convinti che un cantante alla mattina non possa emettere un suono decente prima delle 10 o le 11 del mattino? O che debba mangiare bistecche al sangue per avere vitalità sufficiente ad esprimersi vocalmente? Le voci sane e le persone sane possono esserlo anche la mattina presto, anche se scelgono una dieta senza proteine animali, anche se hanno famiglia e mille impegni a cui prestare attenzione durante la giornata. Abbandonare i pregiudizi e i luoghi comuni non solo fa scoprire le proprie risorse, ma ci gratifica a livello di energia creativa.


AZIONE: sono le azioni a portare il cambiamento, non i propositi, le parole e i pensieri. Leggiamo e studiamo il più possibile, ma poi dimentichiamo e, semplicemente, facciamo, senza paura di sbagliare! Teniamo a mente la nostra idea di perfezione, che certo non sarà sempre la stessa nel corso della vita, ma diamoci sempre la possibilità di creare e agire senza l’ansia di raggiungerla; non c’è vergogna o senso di colpa in ciò che realizziamo con coscienza, preparazione, entusiasmo e impegno, c’è solo un sacco di vita da vivere.


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